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L’ IN-FINITO ATTUALE
 


Installazione, Arbeiterwholfhart, Offenbach/Main, 1991 

Il 1985 è stato un periodo fondamentale perché, dopo quindici anni di esperienza figurativa, nascono gli Spessori trasparenti e le Concrezioni: tematiche che hanno condotto l’attenzione verso una figuratività piú sottile per l’approfondimento in esse contenuto. Il risultato di queste sperimentazioni ha definito L’In-finito attuale, lavoro con il quale sospendo il colore nell’aria affidandolo alla luce da cui scaturisce perché sua intrinseca qualità.

 

L’In-finito attuale è un’opera con la struttura aperta che si lascia attraversare anche nella sua tridimensionalità cosicché rende concreta l’astrazione che, come accennato sopra, non è che una figuratività piú sottile: pittura (il colore), scultura (il supporto), grafica (la composizione), parola (il titolo), interconnesse nella luce in un modulo unito con anelli che collegano l’autonomia delle tessere che lo compongono.

 

Nel 2000, a febbraio al Teatro Miela di Trieste invitato dal critico Maria Campitelli e a settembre a Campobasso – Chiesa di San Bartolomeo, invitato alla rassegna Fuoriluogo 5, ho presentato L’In-finito attuale senza il colore, intendendo di rendere quest’opera conforme all’azione rigorosa che l’arte impone soprattutto all’artista.

La mia intenzione si concretizza nell’idea che questo lavoro contiene ed è per questo l'ho voluto collocare anche in uno spazio messo a disposizione per un mio progetto d’Arte (Grosseto, 2003).

Il fruitore-artista intuirà che l’In-finito attuale è in collegamento atemporale con L’INFINITO di Leopardi perché sono proiezioni di uno stesso simbolo.

 

In alcuni appunti rileggo che «il simbolo è la migliore formulazione possibile di una determinata realtà inattingibile per altra via, quindi non è una traduzione diretta di qualche altra realtà completamente diversa e per di piú conoscibile ma è la rappresentazione seppur insufficiente, della specifica e inattingibile realtà cui si riferisce. Per Cassirer il simbolo non è un ‘modo’ del linguaggio o del pensiero. Non è destinato a comunicare ed esprimere un concetto o un significato precedentemente costituito dal pensiero, ma è l’essenza stessa di tale costituzione. Simbolo, quindi, è equivalente a strumento creatore del mondo dei significati: simbolo è il significare. Nella funzione simbolica si rivela la facoltà di connessione ed unificazione propria della coscienza: nell’atto simbolico essa si pone come pura forza connettiva, categoria unificante. Di conseguenza il linguaggio, l’arte, il mito, la religione, sono fenomeni ‘primari’ dello spirito, che si possono descrivere, analizzare, ma che rifiutano l’interpretazione secondo cui la loro origine debba venir riportata a qualcosa di ‘altro’», (K.G.Jung).

 

Ed è per questo che io credo che nell’Arte tutto è possibile , SempliceMente*: cosí vorrei che i miei lavori venissero interpretati: a mente libera. Né si può fare diversamente perché non sono soltanto miei. Forse sono piú del supporto e del pennello io, al massimo, posso considerarmi il colore. Nell’incisione, posso considerarmi l’acquaforte. Nella scultura, il controllo della forza nello spazio. Nella pittura, la forza nello spazio, il colore, la luce, la luce, la luce. Nelle concrezioni, tutte queste cose contemporaneamente com’è stato per In-finito attuale, una realizzazione che mi ha coinvolto totalmente e continua a coinvolgermi coscientemente ogni volta che la espongo: per me è un’opera viva. E so bene che oggettivamente è tutto soggettivo.

 

* SempliceMente è una idea. Una idea che mi sostiene da quando - meraviglia delle meraviglie ! - dai primi contatti che ebbi con la forma, conobbi riconoscendo, l’invenzione naturalmente intesa nell’Arte della constatazione che maturi nella intelligenza operativa. Quindi una idea che esclude la ricerca incerta del certo a tutti i costi per non finire semplicisticamente nella "cassa integrazione " e non avere piú il coraggio di guardarsi allo specchio. Invece si continua nell’idea proprio perché s’insinuava in essa la possibilità che potesse essere sbagliata, né si vuole dare alcuna dimostrazione onde dire : avevo ragione ! Soltanto, dal momento che ci siamo, siamo convinti di poter esserci con qualcosa di buono per chi voglia e possa giovarne in una forma scambievole.

Carmine Mario Muliere

IN-FINITO ATTUALE 1985 - 2003

1.Picasso Cafè, Roma - 2.Arbeiterwholfhart, Offenbach/Main - 3.Museo Civiltà Romana, Roma - 4.Galerie Thekla, Hanau - 5.Villa Taverna-Borghese-Parisi, Frascati - 6.Mostra itinerante: Chiostro S. Giovanni, Orvieto; Palazzo delle Esposizioni, Roof Garden, Roma; Museo Casa delle Regole, Cortina d'Ampezzo; Ateneo S. Basso, Venezia; Rocca dei Perugini, Spoleto; Casa D'Annunzio, Pescara - 7.Extra,Roma - 8.Libreria Croce, Roma - 9.Cias, Roma - 10.Teatro Miela, Trieste - 11.Chiesa S. Bartolomeo, Campobasso - 12.Collezione privata, Grosseto.

 
Altre installazioni: Villa Parvula, Carthage - Sala Valdese, Roma - Associazione Brahmananda, Roma - Comune di S. Elena Sannita (Isernia) - Villa Celimontana, Roma - Palazzo Valentini, Roma - Biblioteca comunale, Marino (Roma) - Galleria Spazio Visivo, Roma - Olgiata (Roma), Collezione privata.

 

 

 

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