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SCHEGGE DI VETRO
PENSIERI INQUIETI

SPLINTERS OF GLASS
RESTLESS THOUGHTS

N-IKONOCLAST
Nicola Favaretto

presentazione di
Carmine Mario Muliere



2010
144 pagine
cm 12×16
carta Fedrigoni 100 gr
Italiano - English
Traduzione_Translation
Sara Castellani

€ 9,00

ISBN 978-88-904667-0-0

codice d'acquisto: PS002







































































   






   
  
  

Introduzione

 

La poesia è nel cuore dell’uomo

come la verità è dentro le cose.

La poesia disgiunta dalla verità

è finzione.

(Elio Filippo Accrocca, Portonaccio, 1949)

 

Sì, voglio ribadirlo: la poesia è verità. Una verità vissuta dal poeta e condivisa attraverso la volontà di trascriverla per comunicarla.

Quando è così, si tratta di una comunicazione sottile che parla-e-crea momenti di vita reale estratti dall’interiorità per confermare la propria identità. Infatti, Nicola scrive:

Non ho scordato il Mio Nome.

(...)

La sento ancora la tua infinita bontà, / la vedo ancora la tua suprema bellezza. / L'Amore che non si estingue mai / è la più grande delle violenze, / la più raffinata delle crudeltà. / Fuoco che non conosce requie. / Odio che opprime i pensieri, / che imprigiona il fiato nel petto. / La mia anima non è sprofondata nell'abisso, / la mia anima è diventata abisso... / Mi hai lasciato vivere la morte, ma non morire. / Eppure so, di essere la spina nel tuo fianco. / Non hai saputo domare! / Cosa hai provato, quando il cane non ha più / ascoltato la voce del padrone? / E cosa farai, quando assurgerò a nuova vita? / Quando avrò il coraggio e la forza / per sostenere il tuo sguardo? / Aspettami, io arriverò.

Asserzioni e Domande per vivificare le orme dell’invisibile filo dell’esistenza e il legame persistente che ci consente la scelta di vivere nella prova incessante di sincera partecipazione.

Questa raccolta è la testimonianza di un diario intimo scandito da arrivi e partenze, ricerca ed esplorazione dentro-e-fuori se stesso.

Per me la Poesia è anche Sor-presa di Coscienza come questa: Tutto ciò che accade è vero come ciò che non si avvera; la luce è oltre la relatività non soltanto per la velocità: il pensiero già è prima di rivelarsi.

Carmine Mario Muliere

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Introduction

 

Poetry is in man’s heart

like Truth is inside things.

Poetry without Truth

is fiction.

(Elio Filippo Accrocca, Portonaccio, 1949)

 

Yes, I want to reassert it: Poetry is truth. Such a Truth lived and shared by the poet through the will of writing it to communicate it.

If this is the case, it deals with sharp communication that creates and talks about moments of real life extracted from an intimate life to confirm our own identity. That is why Nicola writes:

I have not forgotten My Name. (...)

I can still feel your infinite goodness / I can still see your extraordinary beauty / The Love that never ends / is the biggest of all violences / the most refined cruelty. / Fire which doesn’t know relief. / Hate which oppresses thoughts, / and trapped the breath in the chest. / My soul hasn’t sunk in the abyss, / my soul has become the abyss itself... / You have let me live Death,/but not to die. / But still I know, I’m the thorn in your side. / You could not control me! / How did you feel, when the dog didn’t listen/ to the voice of its Master anymore? / And what will you do, when I rise to a new life? / When I will have the bravery and strength/of staring you out? / Wait for me, I will come.

Statements and Questions that give life to the tracks of the invisible thread of the existence and the persisting bound that allows us to choose to live in a never ending trial of sincere participation.

This collection is the witness of an intimate diary marked by arrivals and departures, a search and exploration inside and outside the author.

In my opinion poetry is also the awareness that everything that happens is as true as what doesn’t happen; light is beyond relativity not only for its speed: Thought already exists before being revealed.
Carmine Mario Muliere

 

 

Notizia

Mi chiamo Nicola Favaretto, ma sono meglio conosciuto come N-Ikonoclast, sono nato nel 1976 a Campocroce di Mirano, un comune dell'entroterra Veneziano.

(...)

Nel 97 nacquero gli Ensoph, la mia attuale band, nella quale entrai in veste di cantante nel 99. Gli Ensoph erano qualcosa di nuovo, un progetto ambizioso, la miscela di diverse correnti musicali: il metal estremo, l'industrial, il dark, la musica elettronica e di svariate influenze, dal folk, al prog anni 70, alla musica classica. L'utilizzo e la sperimentazione di strumenti inusuali come il flauto traverso, la fisarmonica, o la collaborazione con cantanti liriche fecero scalpore.

Il nostro amore per il teatro (in alcuni concerti siamo stati supportati da una compagnia teatrale) per la poesia, ma soprattutto per tematiche esoteriche, mistiche e filosofiche, ci portarono a diventare presto una band di culto.

I nostri concerti shockanti, le nostre maschere, il trucco pesantissimo, i costumi, le nostre scenografie particolari, l'accostamento tra la freddezza dell'estetica cyber in netta contrapposizione con i simboli messianici (chiodi, corone di spine) senza mai cadere nel blasfemo o nella volgarità.

Quattro dischi, un mini cd, un EP (in collaborazione con Steve Sylvester dei Death SS) e tre Demo, un singolo remixato dal guru dell'elettronica tedesca Bruno Kramm dei Das Ich costituiscono la nostra discografia alla quale si aggiunge un disco (quasi completamente recitato) già ultimato ma che deve ancora vedere la luce, ed una mia partecipazione in veste di ospite in un album dei Theatres des Vampires. Centinaia di concerti in Italia ma anche in Europa hanno consolidato la nostra fama.

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Notice

My name is Nicola Favaretto, but I am better known as N-Ikonoclast, which is my stage name. I was born in 1976 at Campocroce in Mirano, a country village near Venice.
(...)

In 1997 my present band Ensoph was formed and I joined the band as a singer in 1999. Ensoph was something new, an ambitious project, the mix between different trends of music, extreme metal, industrial, gothic, electro and other influences such as folk, progressive music of the seventies and classical music.

The experimental use of unusual instruments such as the transverse flute, the accordion and the joint work with opera singers, surprised the audiences. Our love for the theatre (in some concerts we were supported by a theatrical company) and for poetry, but above all for esoteric, mystic and philosophical themes, soon made us a cult band. Our outrageous concerts, our masks, our heavy make up, costumes and particular scenographies, the juxtaposition between the cold cyber aesthetic and the messianic symbols (nails and crown of thorns) and without falling into blasphemy and vulgarity.

Four records, a mini cd and LP (in collaboration with Steve Sylvester of the band Death SS) and three demos, a single remixed by the guru of the German electronic music Bruno Kramm of Das Ich, form our discography, to which another record (almost completely recited) is going to be added, plus my attendance as a guest in an album of the band Theatres des Vampires. Thousands of concerts in Italy and other European countries sealed mine and the band's fame.





POESIE

Claudio Mazzenga

presentazione di
Walter Mauro



2006
64 pagine
cm 12×16
carta Fedrigoni 120 gr

€ 6,00

ISBN 888791925-9

codice d'acquisto: PS001






















Corre lungo il tracciato di questo percorso poetico di Claudio Mazzenga una primaria tensione verso la ricomposizione di elementi slabbrati e di componenti che tendono a dilatarsi -e distanziarsi l’una dall’altra- piuttosto che a raccogliersi entro una forza unitaria salvifica. Di qui la dualità che esprimono le prime due sezioni della silloge, Epos / Thanatos e Cosmogonie / Cosmoagonie, incrocio che va ben oltre il gioco linguistico, pur se lo scambio e l’assunto della vocale in piú servono a meglio -piú sottesamente- individuare le componenti, gli elementi della discordanza e della diversità, tanto piú rafforzate nella misura in cui la terza sezione tende drammaticamente a ricomporre, nel tentativo poeticamente molto valido e suasivo, di reperire un comune terreno d’intesa fra il segno poetico come autentico, inesorabile segnale, e il perseguimento di un irreale che convalidi la percezione della realtà:


presto si ricompone, / dinanzi, dietro, sopra, sotto, / tutto si sgretola tutto si ricompone. / Il pozzo è profondo come un mare…

[...]

La terza sezione di questa silloge, cosí partecipe ad un trauma esistenziale che di continuo, tenacemente si scioglie in poesia, la parte finale insomma in cui il segno, pur conservando il privilegiamento del suono, dell’armonia della parola, non può che avvertire il sobbalzo del risveglio, invita e coinvolge il ritorno alla terra, il recupero di uno spezzone di realtà difficile da vivere e da tollerare, ma inevitabile, al contempo, se il senso del vero civile e umano debba necessariamente avviarsi verso il recupero di se stesso:

Nel vagone siamo in tanti / a respirare a sospirare / la macchia d’inchiostro si spande sulla camicia / come sangue per lo scoppio del proiettile, / parole esplodono / schizzano disordinate nell’aria indesiderate / inseguite dagli sguardi di tutti / che viaggiamo sempre sull’ultimo treno della notte…

Il ritorno al pianeta incita al disinganno per l’accentuarsi del disagio, raddoppiato nei confronti di tutto quanto era visibile e percettivo all’avvio del volo:

…Il muro si sgretola, ogni volta, / il muro si ricompone, ogni volta, / ed ogni volta continuo a correre / fra le nebbie e le nuvole corro, corro comunque / inseguo il vento sempre piú leggero, / mi innalzo, mi abbasso fra le molecole veloci…

Il ricomporsi del tutto si concreta nella sola percezione del rimbombo del mio correre…

È difficile, al tempo d’oggi, trovare un poeta che meglio di cosí abbia saputo fermare, in tutte queste stazioni, un viaggio che si svolge fra una infinità di rischi e di pericoli.

(Dalla presentazione di Walter Mauro)

Claudio Mazzenga è nato a Roma nel 1953. È insegnante, storico dell’arte, saggista e poeta.

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