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MODULO D'ATTACCHI
Stefano Betti
presentazione di
Gianni Rivera
2008
80 pagine
cm 10,5×17,5
carta Fedrigoni 120 gr
€ 8,00
ISBN 888791933-X
codice d'acquisto: RC003
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Nel ’70 giocavo con Schnellinger, nel Milan. Quando nella semifinale di Mexico ’70, a tempo scaduto, il suo goal sembrò spegnere il nostro sogno, sogno condiviso da milioni d’italiani, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che non avrebbe potuto finire cosí. Avevamo l’obbligo di provarci. E, non mollando mai, riuscimmo a vincere quella partita, una partita che resterà nei ricordi indelebili di una nazione.
Il calcio, lo sport, come la vita, è impegno, determinazione e voglia di migliorarsi e nonostante tutto quello che è accaduto negli ultimi anni, resta scolpito nell’immaginario d’intere generazioni. Incollati alle radioline la domenica pomeriggio, sui campi di periferia a correre dietro a un pallone, in fila per entrare allo stadio, con le figurine Panini scambiate e giocate nelle ricreazioni di tutte le scuole d’Italia: il calcio è stato ed è passione dalla indiscutibile vocazione sociale, è amore per la propria squadra, voglia di crescere, ricerca d’identità.
È nell’immaginazione di bambini che sognavano un giorno di poter segnare un goal in una finale al campionato del mondo, è nell’immaginario di adulti che ricercano identità nella condivisione di una passione oltre le barriere sociali ed economiche che si celano i racconti di Stefano Betti. L’autore scorre ruolo per ruolo l’intero rettangolo di gioco attraverso racconti brevi o, a volte, piú articolati. Con una vena surreale che dà vita alla sagoma di una barriera di legno in un campo d’allenamento, stanca di non essere mai in campo la domenica o al centrocampo di un calcio balilla, confinato per sempre ad essere sempre in cinque.
Nei racconti non c’è posto per le cose brutte.
Il calcio, come dovrebbe essere sempre, torna lo sport sognato: misurarsi con i piú forti, compensando i limiti, con impegno, spuntarla.
Un pó magico, dove la magia d’un goal, magari agli irriducibili tedeschi in una notte infinita d’estate, diventa realtà.
Gianni Rivera
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EMMA E I CATTIVI COMPAGNI
Stefano Betti
presentazione di
Flavio de Bernardinis
2007
48 pagine
cm 10,5×17,5
carta Fedrigoni 120 gr
€ 5,00
ISBN 888791930-5
codice d'acquisto: RC002
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Qualcuno da odiare
Il sogno, oggi, non è tanto quello della politica perduta, dell’impegno e della militanza messe in mora dalla civiltà che tutto consuma e nulla fa sedimentare, nelle cose come nelle immagini. Il sogno perduto, adesso, è il concetto stesso di generazione. Il mondo contemporaneo, il mondo globalizzato ha ucciso l’idea che il fulcro di una società e di una cultura sia lo spazio storicamente attribuito alla vita di una generazione.
Si appartiene a un dovere, a un’opportunità, a un’occasione. L’occasione va colta al volo. Senza sentirla dentro. Valutandola e calcolandone gli utili. E cosí non si appartiene a nulla e a nessuno. Ma si è comunque in trappola. (...) Non si tratta piú neanche della dannazione di Faust. È solo dannazione, e basta.
Il racconto di Stefano Betti ci parla di un’altra forma di prigionia. Essere prigionieri di una generazione, di un tempo, di uno spirito. Lo Spirito del Tempo. Si tratta di una prigionia non meno spietata, certamente. Ma è una limitazione naturale e profondamente sentita.[...]
Oggi, al massimo, si odia. Cosí, tanto per fare qualcosa.
E l’odio, invece di tracciare un campo di differenze, nella vita vera e vivida, tra il buono e il cattivo, si contorce e si ritorce come un boomerang sull’individuo.[...]
Anche negli anni settanta, come il racconto di Betti mette bene in evidenza, si era prigionieri dell’odio. Prigionieri però, non reclusi. I ragazzi protagonisti della storia narrata, sono indubbiamente prigionieri, e anche la loro, non meno tormentata professoressa. È un odio vivo, vero, reale, l’odio che forma una generazione. Si dice odio, naturalmente, ma si potrebbe scrivere senza esitazioni amore. I ragazzi degli anni ‘70 usciti dalla penna di Betti sono prigionieri dell’amore (prigionieri: non reclusi). Oggi, l’amore non ha una direzione precisa. Come, genericamente, si odia, oggi, altrettanto superficialmente, si ama.
(Dalla presentazione di Flavio De Bernardinis)
Stefano Betti è direttore d’amministrazione attualmente in servizio presso il Consiglio di Stato, Roma.
Ha pubblicato Il pubblico ufficiale rogante - Funzioni, compiti e adempimenti-Guida pratica; presentazione di Francesco Garri; in appendice, Il piccolo codice dell’ufficiale rogante; Master Edizioni, Roma 2003.
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OASI
Carmine Mario Muliere
2007
48 pagine
cm 12×16
carta Fedrigoni 120 gr
€ 5,00
ISBN 888791928-3
codice d'acquisto RC001
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Le cose stanno cosí
Uno: vuoi essere libero?
Un altro: vorrei!
Uno: devi scegliere, sí o no.
Un altro: è difficile.
Uno: voglio essere libero.
L’assoluto (o spregiudicato): Uno ha perso la propria libertà scegliendola. Un altro la desidera e se la trovasse non gli servirebbe perché sarà solo. Per me è diverso: faccio quel che voglio senza farmi troppe domande e vi dico:
Uno è Uno. Un altro è Un altro.
La libertà è una parola.
Io sono Io.
Uno: Siccome è difficile determinare se una cosa è vera o falsa in assoluto, non rimane che attenersi ai fatti prescidendo da sé medesimi: allora Uno non è solo.
Carmine Mario Muliere è nato a S. Elena Sannita (IS) nel 1949. Vive e lavora a S. Cesareo (RM). Artista, Giornalista Pubblicista, 26 giugno 1987. È iscritto dal 1988 alla S.I.A.E. Sezione Musica e O.L.A.F. (1998); all'E.N.A.P. dal 1997.
Nel 1998, acquisisce la graduatoria nazionale per l'insegnamento delle Tecniche dell'Incisione nelle Accademie di Belle Arti, ottenuta per meriti artistici. Gli sono stati attribuiti premi e riconoscimenti tra cui il Premio della Cultura 1989 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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