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..:: Research and cultural documentation quarterly ::..

 

anno IV - n. 11 - primavera 2007

  

in copertina
CARMINE MARIO MULIERE, 
Palingenesi I, 2001 opera digitale
 



La Nuova Pesa di Simona Marchini
di Carmine Mario Muliere


La direzione interpretativa di Fuchs del Castello di Rivoli
di Giuditta Turra


Uomo, cibo, territorio. Il diritto di tutti gli uomini a nutrirsi
 

di Alessandro Vienna


Indice


    
 
 

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La Nuova Pesa
Mauro Bolognini - Federico Cavallini
22 gennaio - 15 marzo 2007

..:: in ARTE ::..

Simona Marchini ha affidato la direzione artistica a Giacomo Zaza che ha curato e presentato le mostre di

Vostell - Araki|Nagasawa - Spoerri - Tandberg
 

servizio di Carmine Mario Muliere


SIMONA MARCHINI


Veduta della mostra di WOLF VOSTELL, Diventare e lasciarsi diventare, 15 dicembre 2004 - gennaio 2005


 

NOBUYOSHI ARAKI, Double dream, febbraio-marzo 2005. Senza titolo, fotografia b/n


 

HIDETOSHI NAGASAWA, Double Dream, febbraio-marzo 2005. Struttura di odore, legno, rame, cm 750×450×320

 

DANIEL SPOERRI, maggio 2005, Otto incubi magri, otto sculture in bronzo


 

VIBEKE TANDBERG, settembre-ottobre 2005, Undo, 2003, 7 c-print 156×116 cm cadauno


MARCO BOLOGNESI, Fotografie
 

 

Nelle foto di Marco Bolognesi - scrive Giacomo Zaza - c’è quasi sempre un carattere anomalo che fa perdere ogni certezza bio-morfologica della figura ritratta. Ogni confine tra il corpo delle ragazze e l’accessorio aggiunto, foglia, fiore, piercing che sia, è stravolto a tal punto da consegnare allo spettatore l’idea di un corpo ibrido che, per certi versi si ricollega alle inquietanti composizioni surrealiste di Meret Oppenheim. Palpebre cucite, bocche tappate da fiori, iridescenze all’interno delle cavità dei corpi dominano la scena delle foto di Bolognesi. La sua composizione tenta la provocazione dei linguaggi della tendenza fashion. È resa piú esplicita nella serie delle beauties. Qui i volti di donne orientali sono adornati da fiori variopinti insieme solcati da conturbanti cerniere zip.

Il gioco di collisioni di significato e la contaminazione perentoria dei codici, spinge l’artista a praticare un progetto di identità artificiose e conturbanti.

Dagli ultimi scatti realizzati in occasione della mostra a La Nuova Pesa emergono con piú evidenza corpi dagli accenti barocchi pervasi da petali e da bottoni automatici da tinte verdi e rosa da capelli alterati nella forma e nel colore, ed altro ancora. L’osmosi degli elementi rintracciabile in autori come Inez van Lamsweerde, segue una ricerca non sociologica o moralistica ma affronta attraverso la sperimentazione degli stili, una provocazione estetica.

FEDERICO CAVALLINI, Installazione

Federico Cavallini ha elaborato un’installazione spaziale composta da un velo di foglie, circa 2320 raccolte da un albero di pero e catalogate tra l’agosto del 2003 e l’ottobre del 2006. In oltre, presenta una serie di lavori eseguiti su carta Fabriano utilizzando un’antica tecnica di scolorimento.

Le foglie dell’istallazione, colpite da un parassita che ne riduce la consistenza alla sola nervatura legnosa, sono state attaccate una all’altra senza bisogno di ulteriori strutture di sostegno, formando un telo rettangolare del peso di 120 grammi che sarà installato sospeso in verticale al centro di una sala. L’estrema leggerezza dell’opera la renderà sensibile ai minimi spostamenti d'aria, ed il continuo movimento ne dilaterà il campo d’azione fino a prolungarne il suo respiro verso gli spettatori.

Un volume di catalogazione raccoglierà la riproduzione fotografica di ogni singola foglia: sembrerà una sorta di schedario, dai risvolti inquietanti, che testimonierà visivamente ciascuna conformazione e traccia organica di una natura prossima al ciclo biologico vita-morte.

I lavori cartacei fanno parte di un nucleo realizzato tra il 2002 e il 2005 e sono frutto di un’azione di sottrazione cromatica. L’artista ha utilizzato sostanze, come la varechina e l’olio di lino puro, che non si sovrappongono al supporto utilizzato ma si legano ad esso modificandolo, consegnandogli luce e trasparenza. Ne deriva l’ambito di un sentire misterioso e intrigante sempre in relazione ad una atmosfera tutta enigmatica e segreta.

(G. Zaza)

 

Notizia

Marco Bolognesi è nato a Bologna nel 1974, attualmente vive e lavora come fotografo professionista a Londra ed è membro dell’AOP (Association of Photographers). La sua esperienza include il lavoro come fotografo di moda di ritratti e teatro; da sempre il suo maggiore interesse è la sperimentazione artistica attraverso mezzi fotografici. I suoi lavori, in questo campo, sono stati esposti negli Istituti Culturali italiani, tra i piú importanti: Londra, New York, Parigi, Berlino, Rio de Janeiro.

 

Federico Cavallini è nato a Livorno il 15 novembre 1974. Si è laureato in storia dell'arte medioevale alla facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa. Ha soggiornato a Londra e a Parigi. Dal 2005 vive e lavora a Roma. A partire dal 1997 ha partecipato a rassegne d'arte a Livorno, Torino ed ha realizzato alcune installazioni ambientali nel parco di Castello Pasquini a Castiglioncello e all’interno della Fortezza Medicea di Livorno.

 

La Nuova Pesa Centro per l'Arte Contemporanea di Simona Marchini, via del Corso, 530, Roma
Comunicazione: Michela Casavola

 

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